Berta Isla e una vita coniugale a occhi chiusi

Un segreto che non si può raccontare ostacola continuamente il matrimonio tra Tomas Nevinson e Berta Isla, protagonista del romanzo omonimo di Javier Marias (2017).

Fotografia di Craig Whitehead

Quando Berta Isla e Tomas Nevinson si conoscono tra i corridoi della scuola, la ragazza ha le idee chiare: quell’uomo diventerà suo marito. Quello che ancora non immagina è che la sua vita, coniugale e non, sarà distorta e smembrata da un segreto che riguarda il marito e che lei, nonostante i suoi sforzi, non può conoscere.

Il matrimonio celebrato a San Firmin de los Navarros nella Spagna franchista del 1974 nasce sotto una stella sbagliata: Tomas, a seguito di alcuni anni passati in Inghilterra per motivi di studio, si è dovuto unire contro la sua volontà ai servizi segreti di Sua Maestà, ma sua moglie, di questo, non sa nulla. La coppia viene sballottolata fra i viaggi di lavoro di lui, le telefonate senza risposta di lei e il silenzio di entrambi.

Come gran parte dei personaggi di Javier Marias, anche Berta e Tomas devono fare i conti con un grande segreto e con le sue conseguenze nei rapporti personali. Un non detto che alza un muro fra Berta e la vita all’estero del marito, che regolarmente sparisce per mesi senza dare nessuna notizia di sé. La reazione della donna è quella di cercare di capire, di conoscere, di estorcere qualunque dettaglio al marito, ma senza grande successo visto il giuramento che lo costringe al silenzio e che rispetterà sino alla morte.

Quello che Marias racconta è un amore zoppo, monco e cieco, imperfetto come lo sono tutti, basato su un equilibrio che dipende in gran parte dalla protagonista che, nonostante tutto, non smette di amare il marito e di rimanergli fedele. Un amore a corrente alternata, che va e viene insieme a Tomas.

Nonostante la vicenda, però, a Marias le trame e i colpi di scena non interessano: quello che tematizza con la vicenda di Berta Isla è l’incomunicabilità dell’essere più profondo, il fatto che anche le persone più vicine e familiari non possano mai davvero conoscersi a vicenda. Berta all’inizio non si rassegna a questa idea: lei del marito vuole sapere tutto, vuole conoscerlo davvero, perché è lui l’anima che sente più vicina. Con il procedere del racconto, però, per quanto questo segreto la faccia penare, Berta Isla sembra quasi accettare il fatto che il marito abbia una parte inconoscibile, una zona d’ombra che non è accessibile nemmeno a lei.

Un mix di rassegnazione e abitudine alle cose più scomode e scabrose portano Berta Isla a rispettare e quasi a comprendere il segreto del marito, che oltre alla sua professione tiene nascosta gran parte della sua vita e della sua interiorità. Il lettore, nonostante condivida con Tomas l’elemento che a Berta è nascosto, si trova tuttavia impossibilitato a conoscerlo davvero, un alone di incertezza aleggia sulla sua psiche, sui suoi pensieri e le sue azioni. Con Berta, invece, il lettore condivide le domande, i dubbi e le incertezze.

Per tutte queste questioni, però, Marias ha una risposta tanto semplice quanto difficile da mandare giù e da assimilare: davanti alla vita degli altri si è come bendati, con gli occhi chiusi, proprio come Berta Isla davanti alla vita segreta di suo marito Tomas.

Giordano Coccia

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