Trapassato erotico: Cruel Sister di Julia Wolfe

Due sorelle divise dall’amore per un giovane. Un crimine efferato commesso istintualmente. La siderale malinconia dopo la violenza. Cruel Sister di Julia Wolfe scaraventa sul rigo musicale l’allucinata trama di un’antica ballata inglese.

Fotografia di frompasttofuture (source: Unsplash)

La compositrice newyorchese Julia Wolfe (classe 1968) si è affermata sulle scene compiendo i primi passi all’interno di un agguerrito collettivo di compositori, Bang on a Can, affacciatosi sulla scena musicale statunitense alla fine degli anni Ottanta. A condividere con lei la direzione artistica del gruppo i compositori David Lang e Michael Gordon (che diverrà in seguito suo marito).

Ad accomunare i componenti del collettivo all’interno di una condivisa visione musicale contribuisce una certa influenza del minimalismo. Esso è coniugato con una sensibilità drammaturgica e sonora che risente del Rock e di certe esperienze compiute sul confine fra musica elettronica e musica commerciale. Percebile infine la traccia dell’onda travolgente del Rap, che si fa largo negli stessi anni della nascita del gruppo.

La produzione di Wolfe annovera principalmente musica concepita per la sala da concerto. Tuttavia molti dei suoi brani sono percorsi da una spiccata sensibilità narrativa. In Cruel Sister il riferimento a un sotto testo extra-musicale è dichiarato dalla stessa compositrice. Si tratta di una lunga pagina di musica, della durata di circa mezz’ora, per orchestra d’archi. Il titolo della composizione fa riferimento a una ballata popolare inglese The Twa Sister, conosciuta a volte con il nome di Cruel Sister.

La ballata racconta la storia di due sorelle, una dal carattere luminoso, l’altra dall’indole collerica. Entrambe sono corteggiate dallo stesso uomo. La seconda sorella, vittima della gelosia, uccide la prima gettandola nel mare. Il corpo della sorella viene ritrovato da alcuni cantastorie che utilizzano le sue ossa e i suoi capelli per costruire un’arpa che verrà suonata al matrimonio dell’altra sorella con il giovane uomo. Il testo della ballata si chiude su questa scena.

Il brano di Wolfe si ispira a questa vicenda eliminando però ogni riferimento all’elemento popolare. Al posto della serena linea melodica e del cristallino accompagnamento strumentale un freddo e metallico ritmo proposto dagli archi gravi apre la composizione. La compositrice sceglie quindi di ispirarsi alla struttura narrativa della vicenda trasferendola sulla pagina musicale. L’andamento del discorso musicale segue l’arco narrativo del testo della ballata disegnando un sorta di racconto in musica.

La partitura di Cruel Sister non dichiara né rivendica alcun tipo di didascalismo. La narrazione è appena accennata e tratteggiata. La scrittura per gli archi agisce tramite gesti musicali scanditi, quasi iconici, risentendo in questo delle modalità di comunicazione della musica popolare. La scrittura è densa, facendo in particolare uso di effetti come il glissando, il pizzicato, il tremolo e i cluster che evocano, per libera associazione, il contenuto tragico della ballata.

Il suono della partitura è gelido e brutale. Fin dall’attacco la musica si muove con forza costante, indefessa. La tragicità dell’evento raccontato prevale sul lirico sentimentalismo che pervade il testo della ballata. Il protagonista vero delle vicende è l’amore, che viene però dipinto come un’energia inumana che pervade le cose. L’istinto amoroso getta nella cecità, muovendo con fredda lucidità verso azioni feroci. L’erotismo pulsionale diviene soddisfazione del proprio bisogno a scapito di quello degli altri, riducendo il mondo circostante a oggetto per le proprie necessità. I rapporti di sangue sono sacrificati sull’altare del proprio ego, l’affetto condiviso tradito e rinnegato.

Mattia Sonzogni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *