Armonia tra quattro mura: lo sguardo di Van Gogh

Fotografia da Filippo Ilderico

La camera di Vincent ad Arles e La casa gialla, realizzati da Vincent van Gogh tra il 1888 e il 1889, rispecchiano una parte importante della sua vita, quella più significativa e fondamentale per capire appieno l’artista.

Van Gogh è stato un artista di fama internazionale. Conosciuto per la sua Notte Stellata, Van Gogh ha parlato di sé nelle sue opere d’arte, facendo trasparire sentimenti, emozioni e caratteristiche del suo Io. Le due opere del 1889/89 presentano affinità e analogie: La camera di Vincent ad Arles si trova proprio nella Casa gialla, tanto disegnata e descritta dallo stesso Vincent.

La camera di Vincent ad Arles, realizzata nel 1888, è la camera da letto di Vincent nella casa gialla di Arles, dove l’artista sperava di radunare un gruppo di artisti che condividessero le proprie conoscenze sul mondo dell’arte. Nella stanza si notano tutte gli oggetti della sua quotidianità: il letto di legno sul lato destro, le due sedie, un tavolo con brocche e bicchieri, un asciugamano, degli indumenti appesi e dei quadri.

I colori della stanza, assecondando l’intento dell’artista, danno un senso di tranquillità: per Van Gogh era fondamentale avere un rifugio dove poter svolgere la propria arte e stare in armonia con se stesso, e con ogni oggetto a lui familiare. Di questo quadro ha realizzato diverse versioni: la prima, dipinta nel 1888 mentre Van Gogh si trovava ad Arles, si trova ora ad Amsterdam al Van Gogh Museum.

Le altre due versioni sono all’Art Institute di Chicago e al Museo d’Orsay a Parigi, e sono state realizzate nel 1889. La scelta di produrre altre due versioni della Camera di Vincent ad Arles si è resa necessaria in seguito a una terribile alluvione nella quale la prima tela venne danneggiata.

La casa gialla, realizzata nel 1888 e attualmente conservata al Van Gogh Museum di Amsterdam, ritrae la casa che Vincent van Gogh aveva preso in affitto ad Arles, in Francia, e che condivise con il suo amico Gauguin.

Questa casa, secondo le intenzioni di Van Gogh e dell’amico Gauguin, doveva essere un atelier per pittori avanguardisti. Però i rapporti tra Gauguin e Van Gogh iniziarono a deteriorarsi e la situazione precipitò: fu proprio in seguito a una lite con Gauguin che Van Gogh si tagliò un orecchio come gesto estremo, e con l’intento di convincere l’amico a non abbandonarlo.

La casa gialla non era più adatta a riflettere gli antichi sentimenti reciproci di fratellanza e amicizia che avevano contribuito a costruirla; solo la camera di Vincent, ancora specchio del suo animo che si era placato, rimaneva una camera separata.

Leila Ghoreifi

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