I fratelli Gallagher, due Oasis incompatibili

Fotografia di Filippo Candotti

Gli Oasis danno una forte scossa alla scena musicale inglese negli anni ’90. Dal loro primo album nasce un’onda di fama travolgente, quasi come se il mondo li stesse aspettando.

Immaginate una serata fra amici, tutti in cerchio attorno al fuoco di un falò. L’immancabile chitarrista del gruppo accenna qualche accordo ed è presente anche lei, l’amica romantica, che sopraggiunge chiedendo: “Sai suonare Wonderwall?”. E magari il chitarrista sbuffa perché è un vero fan degli Oasis, conosce vita morte e miracoli di tutti e sette gli album, e invece insistono a chiedergli di suonare sempre quella.

Il chitarrista in questione saprà anche che quest’anno si festeggia il venticinquesimo anniversario dall’uscita dell’album (What’s the story) Morning glory? e che saranno solo i fans a festeggiare quest’evento. Sono passati più di dieci anni dall’inizio delle carriere soliste dei fratelli Gallagher.

Nulla da togliere ai loro lavori da solisti. C’è chi li preferisce così, divisi. In questi anni, Liam ha mantenuto viva la sua popolarità con due album e una dozzina di singoli. Noel ha fondato un gruppo chiamato Noel Gallagher’s High Flying Birds e ha pubblicato diversi album riscuotendo un discreto successo.

C’è ancora una domanda che talvolta sorge spontanea tra i fans più giovani, che non hanno avuto il piacere di assistere a un loro concerto e che sperano – invano – in una reunion: perché gli Oasis si sono sciolti?

Il motivo scatenante è stato forse il fatto che Liam fosse il membro della band più acclamato e illuminato dai riflettori. Probabilmente, essere l’autore di gran parte dei testi non era sufficiente ad elevare Noel allo stesso livello di popolarità del fratello. Spesso nelle interviste si sente Liam dare del disonesto all’altro per aver voluto slacciarsi dalla band e intraprendere la carriera da solista.

Eppure, a queste polemiche nate dal punto di vista di Liam si potrebbe rispondere con l’elenco di tutti i concerti a cui il cantante non si è presentato o ha deciso di non partecipare volontariamente – non contando sul fatto che la band avrebbe continuato lo show facendo a meno di lui. Liam è conscio di aver bisogno di Noel, del suo prezioso dono di cantautore, ma rimane sconvolto all’idea che la cosa non sia reciproca. Inizialmente con grande timore, ma poi con più rassegnazione e disinvoltura, Noel lo sostituisce al microfono e gli altri componenti seguono a ruota il coraggio del frontman in quegli imprevisti sempre più frequenti.

Dopo anni di litigi, gli Oasis si sciolgono definitivamente nel 2009, poco prima di un concerto a Parigi nel loro ultimo tour: all’ennesima rissa conclusa con Liam che scaraventa a terra la chitarra del fratello, Noel decide di dare l’annuncio definitivo. L’iconica band britannica non esiste più.

Troncato ogni rapporto fra i due, le loro strade si sono separate nettamente. L’unica cosa che li tiene legati è la fama internazionale da ex membri degli Oasis. Talvolta anche le polemiche e gli insulti gratuiti di Liam su Twitter rivolti al fratello sono occasione di incrocio fra i due, ma sempre indiretto, attraverso i media e le interviste. Per tutta risposta, Noel risponde sfacciatamente che il fratello lo pensa sempre e non fa che spiare le sue interviste per parlare di lui.

Forse, si potrebbe rispondere più facilmente a “come mai si sono sciolti?” rovesciando la domanda: cosa li ha tenuti uniti per ben diciotto anni, tra sfuriate e incomprensioni?

La spavalderia, probabilmente. Tratto caratteristico di entrambi i fratelli, ispessitosi sempre più durante l’infanzia nei quartieri più disagiati della città di Manchester. Senza trascurare la sofferenza generata da disordini famigliari dovuti ad un padre violento e per lo più assente. Sofferenza poi trasformata nello stesso sogno, la stessa speranza per un futuro nella scena musicale. (E come dimenticare la comune passione per il Manchester City).

Tutto questo non sarebbe stato granché senza l’intrecciarsi di un talento come quello del perfezionista Noel al fascino del testardo Liam – sembra ancora di sentire i fans fare l’eco all’affermazione più superba e caratteristica degli Oasis: «We’re the best fucking band in the world!»

Il loro album Definitely maybe, in effetti, divenne il più venduto disco d’esordio nella storia della musica inglese, superando persino i Beatles. Noel diceva che il suo obiettivo era creare qualcosa che potesse toccare il cielo come Nevermind dei Nirvana, e difatti ci arrivano. Il successo li portò ad essere una delle band più popolari d’Inghilterra, se non del mondo. E non solo per la loro musica – diventarono un modello per tutta una generazione, per i loro atteggiamenti sfrontati e per le loro dispute, ma anche per il modo in cui si vestivano, per il taglio di capelli che portavano.

Col passare degli anni, perdono sempre più il controllo. «Era come se attirassimo i guai». Finché, alla fine degli anni 90, improvvisamente la vita di entrambi i fratelli Gallagher cambia. Noel si disintossica dalla cocaina e Liam smette di bere con gli eccessi di una volta. La sobrietà li porta ad un altro album nel 2000, Standing on the shoulder of giants. Era il lavoro di musicisti più maturi, che la critica definisce il loro album migliore. Ma non basta per reprimere i tormenti del loro legame.

È la determinazione, e anche l’arroganza – c’era chi li definiva hooligans, teppisti – ad averli portati al punto da diventare la rock band che volevano essere fin da giovanissimi – volevano diventare i nuovi Beatles e lo dicevano senza pudore. Nonostante il rapporto burrascoso, di cui si è parlato per anni nelle riviste, la loro unione ha dato musica per un giovane pubblico in cerca di idoli.

Maybe I will never be
All the things that I wanna be
Now is not the time to cry
Now’s the time to find out why
I think you’re the same as me
We see things they’ll never see
You and I are gonna live forever [1]

Senza un punto d’incontro fra loro, non sarebbero stati gli Oasis. Sperare in una reunion è utopistico, bisogna accontentarsi di ciò che sono stati e di ciò che hanno lasciato.

Teresa David


[1] Live forever, Definitely maybe, Oasis

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