Anche per te, una dedica nel vento

Con Anche per te, incisa nel 1971,  Lucio Battisti racconta con commozione come il sacrificio e la devozione possano avvicinare la condizione di tre donne che, pur conducendo esistenze profondamente diverse tra loro, si donano interamente all’altro.

Anche per te
Fotografia di Glen Hodson

Inciso nel tredicesimo singolo del cantautore La canzone del sole / Anche per te il brano esce nel novembre del ’71, con il testo di Mogol. Le protagoniste del brano sono tre donne: una suora, una prostituta e una ragazza madre. Nelle loro vite così diverse sono avvicinate dalla penna di Mogol grazie al sacrificio che tutte e tre compiono quotidianamente per qualcun altro. La suora, disegnata nella prima strofa, si alza all’alba per pregare, senza più curarsi del vestito da indossare o della sua immagine e che pensa a «un mondo ormai così lontano» consacrando la sua vita alla preghiera verso Dio e alla clausura. Si sottolinea, nella strofa che la rappresenta, la rinuncia non solo al mondo e alle sue occasioni, ma anche a se stessa: è come se la donna rinunciasse anche alla sua individualità, perdendo anche – simbolicamente – l’interesse di guardare la sua immagine riflessa.

La seconda protagonista è una prostituta che trascorre la notte con chi la cerca e che, terminato il suo turno, consegna il denaro ricavato all’uomo cui è sottoposta, consegnandogli così anche il frutto del suo lavoro e aggiunge «ancora un po’ d’amore a chi non sa che farne». Il freddo della notte che la donna è costretta a sopportare acuisce il suo allontanamento da una sicurezza o da un amore confortante e sicuro.

La terza e ultima strofa è dedicata a una madre che a causa di uno sbaglio commesso in giovane età ha rinunciato alla sua libertà; pur vivendo nel rimpianto accompagna e sostiene il figlio, mettendolo davanti a se stessa. In nessuna delle tre strofe le donne o le loro condizioni sono nominate, eppure con una sensibilità unica Battisti con la sua voce racconta la loro essenza umana in modo inequivocabile. Ogni condizione, rappresentata con verità, è dignitosa e l’autore innalza continuamente le donne protagoniste e la loro devozione.

«Anche per te vorrei morire ed io morir non so
Anche per te darei qualcosa che non ho
E così, e così, e così
Io resto qui
A darle i miei pensieri
A darle quel che ieri
Al vento avrebbe detto sì»

Dalla voce quasi commossa di Battisti si evince la grande sensibilità dell’interprete che, incapace di cambiare il destino di queste donne, affida loro i suoi pensieri più sinceri, manifestando il suo desiderio di potersi avvicinare e salvarle da quel sacrificio a cui esse sembrano così devote. Oltre ai suoi pensieri il cantautore, affida loro anche la sua musica, la sua voce. Vorrebbe fare di più, donarsi a loro sacrificando la sua vita, rinunciarvi per donarla come fanno le tre donne ogni giorno, ma deve constatare di non essere capace e così racconta l’emozione della sua sensibilissima resa.

Le cover di maggiore successo del brano sono quella di Enrico Ruggeri del 1989 e di  Renato Zero del 2000; anche Francesco De Gregori ha interpretato il brano, ma solo in concerto.

Ludovica Amico

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