Intrappolata nella fantasia

Pubblicato postumo nella sua prima edizione originale nel 1818. Northanger Abbey è il romanzo meno conosciuto dell’autrice Jane Austen. Intrighi e delitti prendono vita nella mente di Catherine Morland, la protagonista.

Fotografia di Manuel Monfredini

All’interno della storia, lanti-eroina vive una serie di situazioni particolarmente grottesche che altro non sono che il frutto della propria immaginazione. Leggermente infantile e parecchio annoiata, Catherine Morland nutre tuttavia una passione spropositata per i romanzi gotici.

In occasione di una vacanza, la diciassettenne viene invitata come ospite presso l’Abbazia di Northanger, situata nella cittadina di Bath, dove fa la conoscenza di due personaggi dai caratteri opposti: l’arrogante John Thorpe e l’antipatico, ma di buon cuore, signor Tinley.

All’interno della particolare struttura che la ospita, Catherine si lascia andare a delle fantasie d’intrigo e avventura, di cui diventerà presto prigioniera. Difatti la protagonista, fortemente influenzata dalle proprie letture, ritrova nell’architettura dell’abbazia un chiaro nesso con l’atmosfera gotica: questo collegamento accende nella mente della ragazza una serie di immagini volte a soddisfare il proprio amore per i romanzi, cercando quindi di vivere, finalmente, una di quelle tante storie finora solo lette.

In un’opera metanarrativa, seguendo le tracce delle opere gotiche, Catherine si figura parecchia visioni, cercando tra i corridoi della casa qualsiasi tipo di indizio che possa celare un mistero: i piedi della giovane donna si distaccano dal terreno della realtà, lasciandosi trasportare dai sogni e da una sorta di gioco di ruolo, senza più capacità di distinguo tra ciò che è e ciò che si immagina.

Catherine verrà presto trascinata dal turbinio delle proprie emozioni e del piacere da lei provato mentre cerca di grattare la superficie dell’apparenza per trovarne nascosta, invece una verità sconvolgente: ormai intrappolata nella propria fervida fantasia, l’anti-eroina percorrerà ogni centimetro dell’Abbazia per cercare, in ogni parte del mobilio, una prova inconfutabile di un presunto omicidio.

La giovane Morland lascia che il libro comandi su di lei e non viceversa: si lascia quindi influenzare dalle emozioni scritte su carta, tanto da provare paure e curiosità infondate. Catherine dovrà, tuttavia, abbandonare i suoi sogni di una vita indubbiamente avventurosa ma poco concreta, quando subirà l’ennesima delusione scoprendo nient’altro che polvere nelle sue ricerche volte a scovare un presunto e inesistente colpevole.

Ad aiutarla nel recupero della realtà, sarà la compagnia del signor Tinley, il quale riuscirà a fare innamorare la ragazza di sé, staccandola dalla dipendenza, nonché dalle utopie che per troppo tempo l’hanno chiusa in una gabbia.

Manuela Spinelli

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