La vita notturna parigina della Belle Epoque: tra café-concert e Moulin Rouge

Fotografia di Filippo Ilderico

La vita notturna parigina della Belle Epoque fu caratterizzata da café-concert, cabaret e Moulin Rouge e l’artista che rappresentò al meglio questa vita bohémien della Parigi del tardo Ottocento fu sicuramente Henri de Toulouse-Lautrec.

Questo artista fece del Moulin Rouge il luogo più rappresentativo della sua vita e caratteristico della sua arte. Un emblema è il primo manifesto del Moulin Rouge realizzato da Toulouse-Lautrec: Moulin Rouge – Goulue del 1891, una litografia che mostra l’influenza delle stampe giapponesi ukiyo-e diffuse nella seconda metà dell’Ottocento e a cui molti artisti, come Van Gogh, si ispirarono.

Questo fu il primo manifesto realizzato per l’inaugurazione del celebre locale notturno Moulin Rouge, nel quartiere di Montmartre. Fu una novità importante di quel periodo: la borghesia adorava i manifesti con immagini di facile comprensione e donne belle ed aggraziate, ma questo fu esattamente il contrario.

Furono proprio i personaggi a scandalizzare, in particolare la ballerina: una ballerina di nome Louise Weber (definita Goulue per il suo appetito insaziabile) che, all’epoca, era una semplice lavandaia. Diventò un’attrice e una ballerina solo in un secondo momento, e fu sempre considerata una donna volgare e sgradevole.

La ballerina è ben evidente: indossa una gonna bianca con degli stivali neri e la sua figura è illuminata dai riflettori del palco. La sua immagine, e soprattutto la voluminosa gonna bianca, è in contrasto con il pubblico che viene rappresentato in nero. La seconda figura che si vede in primo piano, l’immagine scura di un uomo con un cappello a cilindro, è il ballerino Valentin-le-Désossé.

L’opera verrà esposta nel 1892 al Salon des Indépendants. Questo Salone, fondato nel 1884, fu chiamato così perché fu aperto a tutti coloro che volessero esporre le loro opere, senza doversi sottoporre al giudizio di una giuria. Era un modo provocatorio per sconfiggere lo scoglio della selezione fatta dal mondo accademico, soprattutto quando si esponevano soggetti come questo.

Il mondo del Moulin Rouge verrà rappresentato molto da Toulouse-Lautrec e sarà una delle fonti di ispirazione per tutta la sua carriera artistica. Toulouse-Lautrec ebbe diverse malattie genetiche, tra cui il nanismo, e l’unico posto dove si sentisse a casa era proprio il Moulin Rouge. Era un ambiente dove si annullavano tutti i problemi della vita quotidiana per permettere all’artista di immergersi in un mondo parallelo e magico.  

Grazie a questo tipo di arte e a Toulouse-Lautrec, si ebbe una visione completamente differente dei Moulin Rouge rispetto all’epoca: non più luogo di degrado e di malavita ma un luogo pieno di meraviglia e che riempie di emozioni forti ed inimmaginabili.

Leila GhoreifiH

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