La forza dell’amore contro il fasullo potere di un’ossessione

Fotografia di Manuel Monfredini

All’interno del sesto libro, Harry Potter e il Principe Mezzosangue (2005), appartenente all’intramontabile saga firmata dalla scrittrice britannica J.K. Rowling, si affronta la difficile tematica dei cuori palpitanti. A complicare la situazione, ci penserà un potentissimo filtro d’amore.

E’ la saga più amata da grandi e piccini. Intrisa di atmosfera fantasy, Harry Potter ha rappresentato una grande storia durata sette lunghi capitoli e trasposta in otto film. Nel suo penultimo testo, l’opera regala al lettore una visione concreta e approfondita del sentimento più forte fra tutti quelli che si possano vivere: l’amore. Il magico trio inseparabile deve affrontare una nuova sfida, stavolta intima e interna al loro gruppo. La brillante Hermione e il pasticcione Ron sono segretamente innamorati l’uno dell’altra, ma non osano dirselo.

A complicare la già sofferta situazione, contribuisce l’entrata in scena di una delle nuove pozioni esplorate dai maghi della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts: lAmortentia. Trattasi di un potentissimo filtro d’amore, capace di far cadere ai propri piedi la vittima istantaneamente. O meglio, l’intruglio magico porta il malcapitato ad essere affetto da una fortissima infatuazione prossima ad un’irrimediabile ossessione. A rendere il suo potere ancora più intenso, gioca a suo favore la capacità di adattarsi nel suo sapore ai gusti prediletti dal destinatario, riuscendo quindi ad infiltrarsi senza troppa difficoltà nella vita quotidiana.

A farne uso nel sesto capitolo della saga è la studentessa Romilda Vane, la quale puntava a stregare l’eroe omonimo della saga, lo stesso Harry Potter. Tuttavia è Ron a rimanere intrappolato nel labirinto di fittizio amore, ingerendo i cioccolatini intrisi a sua insaputa di pozione e destinati al migliore amico. Nasce così una vera e propria cotta adolescenziale nei confronti di una perfetta sconosciuta, fatta di sospiri e sogni ad occhi aperti.

L’efficacia inquietantemente sorprendente e veloce dell’Amortentia ha fatto sì che il Ministero della Magia lo classificasse come di uso illegale. Non è un caso che il filtro venga considerato tanto pericoloso: non è che un tentativo disonesto e privo di reale passione che costringe chi vi entra in contatto ad amare qualcuno pur non avendolo mai desiderato. Benché l’effetto non possa essere paragonabile all’amore, non replicabile nemmeno dalla magia, certamente non lascia scampo alla sua vittima.

E’ per questo che nel sesto libro l’autrice evidenzia la differenza tra vero amore e infatuazione guidata dagli artifici della stregoneria: il primo, per quanto decisamente più difficile e spesso doloroso, è più potente dell’altro in quanto assolutamente autentico. E, grazie ai sentimenti ritrovati e finalmente dichiarati per Hermione, Ron mette in risalto quell’unico incantesimo che nemmeno Hogwarts può creare: l’amore.

Manuela Spinelli

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