Chocolat: il magico potere del cioccolato

Fotografia di Valentina Steffenoni

Il film Chocolat (2000), diretto da Lasse Hallström, racconta la storia di un piccolo paese in Francia e dei suoi abitanti dopo l’arrivo in città di una misteriosa maga del cioccolato. La donna li aiuterà a godere ancora della vita grazie al suo speciale elisir, ma non senza incontrare la resistenza dei più diffidenti.

La pellicola Chocolat, tratta dall’omonimo romanzo di Joanne Harris, trasporta lo spettatore in un piccolo paesino della Francia del 1959 dove vige la tranquillité, cioè una vita semplice, retta e modesta. Il tempo è scandito in modo monotono e ordinato e ogni cosa deve rimanere al proprio posto, altrimenti viene guardata con sospetto e perplessità.

Durante l’inverno, due straniere misteriose giungono a Lansquenet-sur-Tannes. Accompagnate da un inquieto vento proveniente dal Nord, Vianne Rocher (Juliette Binoche) e sua figlia Anouk si stabiliscono in paese e aprono una cioccolateria. Vianne è un’abilissima pasticcera che sa lavorare il cioccolato in modo magistrale ma, soprattutto, è in grado di capire i gusti delle persone come se fosse capace di leggere le emozioni e interpretarle sotto forma di dolci deliziosi.

L’arrivo della protagonista e l’apertura del suo negozio avranno un fortissimo impatto sulla comunità del paesino. Gli slanci vitali più autentici degli abitanti, infatti, vengono prontamente sedati dai sermoni perbenisti del giovane padre Henri, ma soprattutto dall’inflessibile protettore dell’ordine, il conte e sindaco Paul de Reynaud (Alfred Molina). Durante il tempo della Quaresima, il nuovo negozio e i suoi profumi iniziano a mettere alla prova i paesani che, incuriositi e tentati dalle meraviglie al cioccolato, soccombono alle delizie mai provate prima.

I repentini stravolgimenti causati dalla presenza di Vianne sono un terribile pericolo per Reynaud. Il sindaco ingaggia quindi una strenua battaglia contro il disordine che il goloso negozio causa a Lansquenet, cercando di screditare la donna in ogni modo. Un giorno, però, approda lungo le coste del fiume Tannes un gruppo di zingari. La loro scomoda presenza destabilizza ancor di più la comunità e il sindaco ne approfitta per riprendere il controllo sui suoi cittadini.

Vianne è l’unica che si dimostra disponibile con i gitani. Uno di loro in particolare, Roux (Jonny Deep), instaura con lei una particolare intesa. L’uomo, ancora più misterioso e sfuggente della pasticcera, sembra essere immune al particolare dono di quest’ultima nel capire le persone e i loro gusti. Nonostante le buone intenzioni, Vianne viene di nuovo esclusa dalla comunità. La situazione precipita quando qualcuno incendia nottetempo le zattere dei gitani, i quali sono costretti ad andarsene, Roux compreso.

La pasticcera è a un bivio, il fallimento e il senso di colpa sono troppo forti da sopportare. Dopo il litigio con la figlia, che non vuole andarsene da Lansquenet, Vianne decide che è davvero giunto il momento di fermarsi stabilmente. Con grande sorpresa, la protagonista scopre anche che la sua pasticceria è piena dei compaesani che preparano i dolci pasquali, segno della loro rinnovata vicinanza.

Il sindaco Reynaud, ormai sconfitto e disperato, si intrufola di notte nel negozio per distruggere le deliziose creazioni, ma cede anche lui alla tentazione di abbuffarsi. Tra Vianne e Reynaud si instaura finalmente un rapporto di rispetto reciproco che culmina nei festeggiamenti per la Pasqua, ai quali tutti i cittadini partecipano con grande allegria e gioia, senza più il timore di reprimere i propri sentimenti. Anche l’affascinante Roux alla fine torna a Lansquenet e si stabilisce con Vianne e la figlia.

In questa commedia sentimentale all’insegna del cioccolato, la misteriosa protagonista cerca di ammorbidire i rigidi precetti di una comunità le cui emozioni vengono sopite a forza. La contrapposizione tra la libera (e atea) pasticcera e l’irreprensibile custode della rettitudine morale (e religiosa), il conte Raynaud, crea una forte polarità entro la quale i cittadini si ritrovano a mettere in discussione il loro stile di vita.

La trama, piuttosto semplice e lineare, è arricchita dalla rappresentazione delle relazioni sentimentali tra i vari personaggi e comunica un messaggio che va contro ogni tipo di intolleranza razziale e fanatismo religioso. Le suggestioni trasmesse dal piccolo paesino di Lansquenet sono comunque molto fiabesche, e dipingono un mondo dove Bene e Male sono ben separati e riconoscibili. Vianne incarna gli istinti vitali spontanei, mentre Raynaud il “buon costume” nella sua accezione più bigotta e dispotica.

Inevitabile è lo scontro ideologico che si scatena nel piccolo paesino, che spacca gli abitanti in due fazioni, fino al ricongiungimento finale in nome dell’accettazione e dell’armonia. Una piccola ribellione combattuta a colpi di cioccolato, la dolce arma usata dalla strega-pasticcera come un vero e proprio elisir magico in grado di risvegliare nei paesani l’amore per una vita più spontanea e autentica, fatta di quei piccoli piaceri che rendono tutti più umani.

Martina Costanzo

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