Il castello errante di Howl e la saggezza acquisita

Fotografia di Manuel Monfredini

Il castello errante di Howl (Hauro no ugoko shiro) è un film giapponese del 2004 scritto e diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. In questo film d’avventura la protagonista, una giovane ragazza introversa, viene fatta invecchiare improvvisamente da una strega delle Lande.

Sophie lavora nel vecchio negozio di cappelli di suo padre, e sembra essere l’unica della famiglia ad averlo a cuore. È una ragazza introversa e insicura e per questo le persone più vicine a lei, in primis la sorella, le consigliano di abbandonare quella vecchia bottega per fare qualcosa che la possa stimolare di più. 

Sophie vive in una città che, come in altri film dello Studio Ghibli, sembra prendere ispirazione dalle città del centro Europa della fine del XIX secolo; vengono ritratti infatti carri trainati da cavalli, uomini con cilindri e bastoni e donne con lunghe gonne e maniche a sbuffo, edifici di pochi piani con tetti in tegole o in legno. Questa città sta attraversando un periodo di tensione e la guerra sembra alle porte. Le strade sono ghermite da numerosi gendarmi, due dei quali provano a importunare la ragazza mentre cammina da sola; questa viene però prontamente salvata da una misterioso e affascinante ragazzo. Si tratta del mago Howl, temuto da tutti perché si dice che trasformi in pietra le belle ragazze che incontra.

Sophie, una volta tornata a casa, riceve una visita nella sua bottega dalla Strega delle Lande. Questa, gelosa delle attenzioni che Sophie ha ricevuto da Howl, scaglia su di lei una potente maledizione che la fa invecchiare istantaneamente e che le impedisce di rivelare a chiunque la sua condizione. Da ora la ragazza è costretta ad affrontare un viaggio che la porterà nelle terre degli stregoni, alla ricerca di qualcuno che possa sciogliere il suo incantesimo. [1]

Dal momento in cui subisce gli effetti della maledizione, Sophie sembra acquisire più coraggio. Sente la fatica che il suo fisico deve sopportare per la lunga camminata che fa per allontanarsi dalla città, ma non per questo si dà per vinta e continua la sua missione imperterrita. Nonostante gli acciacchi, sembra che la donna inizi ad apprezzare alcuni aspetti della vecchiaia, come la furbizia e la capacità di non sentirsi più sorpresi da nulla.

Sophie non è l’unica figura del film che rimanda al tema della senilità: lo stesso castello del mago Howl si sposta con movimenti che ricordano quelli di una persona anziana. Ogni passo è lento e rumoroso, ogni mossa accompagnata da uno sbuffo. Inoltre, l’aspetto esteriore è caratterizzato da un miscuglio di materiali, edifici, tubi e ingranaggi che sembrano provenire da un’infinità di esperienze e epoche diverse. [2]

Nonostante le evidenti fatiche, il castello non si ferma davanti a niente e prosegue imperterrito – proprio come la protagonista – nel suo compito: proteggere Howl. All’interno della dimora, Sophie crea per la prima volta un ambiente familiare a accogliente, nominandosi governante. Grazie al lavoro della donna, gli inquilini del castello possono finalmente godersi una “vera colazione”, proprio come dice Markl, il bambino che fa da assistente a Howl. Anche Markl usa un incantesimo che lo invecchia ogni volta che deve impersonare uno stregone per vendere pozioni e polveri magiche. Per essere preso sul serio dai clienti, si fa crescere una lunga barba grigia e nasconde il resto del viso sotto a un cupo cappuccio, parlando con una voce roca e profonda. 

Il mago Howl, al contrario della protagonista, pecca di superbia ed è ossessionato dall’aspetto estetico. Le voci su di lui dicono che si interessa solo a donne di estrema bellezza e per questo la giovane Sophie, anche prima del sortilegio, pensa di non avere possibilità di attrarlo, vedendosi troppo ordinaria. Al contrario, Howl si innamorerà di lei nonostante gli effetti della maledizione e sarà proprio il loro amore a salvare entrambi: l’uno a ritrovare la sua anima, l’altra a liberarsi dell’incantesimo.

L’elemento della senilità si può ritrovare anche nella nemica di Howl, la Strega delle Lande. Questa si presenta come una donna di mezz’età piena di sé, ma la realtà è che il suo vero aspetto è tenuto nascosto da un incantesimo da lei stessa generato. Quando questo viene sciolto dai poteri di una maga rivale, la Strega delle Lande rivela la sua reale età. La sua figura si rimpicciolisce, i capelli imbiancano, la pelle si raggrinzisce e anche la mente sembra subire gli effetti degli anni nuovamente acquisiti. [3]

Al contrario della vecchia strega, Sophie riesce a ricavare il meglio che può da questa vicenda; senza mai farsi prendere dalla pigrizia o da inutili capricci, ritrova la sicurezza e il coraggio grazie alla maledizione su di lei scagliata. Alla fine di questa avventura, Sophie può tornare alla sua reale età con un unico tratto residuo dall’esperienza della vecchiaia in ricordo dei valori imparati grazie ad essa: i suoi capelli bianchi.

Elena Marras


[1] https://www.theguardian.com/culture/2005/sep/23/1
[2] https://nymag.com/nymetro/movies/reviews/11994/
[3] https://www.spiritualityandpractice.com/films/reviews/view/9851/howls-moving-castle

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