Indovina: Led Zeppelin o Greta Van Fleet?

Fotografia di Edward Cisneros

Il gruppo dei Greta Van Fleet è formato da quattro ragazzi ventenni, talentuosi come pochi e tanto simili ai Led Zeppelin da fare impressione. Criticati di eccessivo conservatorismo del rock, il loro scopo è solo quello di reinventarlo a modo loro, per i giovani della generazione Z.

Appena si preme il tasto play e parte la loro playlist, succede qualcosa di strano. Non è solo lo stile classico rock delle loro canzoni a trasportare nel passato. C’è qualcosa di familiare nella voce del cantante e nel sound dei Greta Van Fleet. I più appassionati di questo genere lo riconoscono subito, quelli più distanti percepiscono una sfumatura non si sa dove già sentita… Non saprà un po’ di Led Zeppelin? È quasi spaventosa la somiglianza della voce con quella di Robert Plant. Bastano i primi trenta secondi della loro canzone Safari song per capirlo.

I Greta Van Fleet sono formati dai tre fratelli Joshua, Jake e Sam Kiszka, a cui si è poi aggiunto alla batteria l’amico Danny Wagner. Sono poco più che ventenni oggi, ma iniziano a coltivare i loro sogni di aspiranti rockstar fin da giovanissimi nel garage di casa loro. Hanno iniziato esibendosi nei pub del loro paese d’origine nel Michigan e tutta la band in qualche modo è stata influenzata dal blues (grazie al padre musicista) e dal rock storico, non solo dai Led Zeppelin – il nome del gruppo infatti deriva dall’unione di Van Morrison, Fleet Foxes e Greta, il nome di una carismatica donna della loro città – e questo si sente dai loro brani.

Ultimamente, però, il gruppo non ne vuole più sapere di questo accostamento, per quanto palese.
Non può che essere lusingante l’associazione alla band leggendaria, ma dall’uscita dei loro primi EP, Black Smoke Rising e From the Fires (entrambi del 2017), sono stati troppo spesso accusati di imitarne eccessivamente lo stile. Questo non permette loro di distinguersi come vorrebbero nel panorama musicale.

Per quanto criticati di ambire alla fotocopia dei Led Zeppelin, anche per quanto riguarda il look e l’atteggiamento sul palco, i Greta Van Fleet continuano a seguire l’ideale per cui sono nati. Il loro obiettivo non è il revival del rock, ma reinventarlo: è sempre stato quello di avvicinare il pubblico di giovani al mondo del rock, Led Zeppelin o no. È per questo che, negli ultimi anni, i loro fan si sono moltiplicati non solo fra i seguaci della band di Robert Plant, ma anche fra i più giovani, vicini di età ai Greta Van Fleet, che dimostrano di apprezzare il rock più fresco tanto quanto si faceva anni fa, quando il rock era la vera religione dei più e ancora molti generi dovevano nascere.

I primi EP hanno fatto molto successo, anche se è stato proprio il loro stile classico a richiamare i riflettori sui Greta Van Fleet. Il loro talento è innegabile, ma è la debolezza dei primi testi a tradire la loro immaturità musicale: i temi sono molto ampi e interpretabili, il che è ottimo per un gruppo emergente che cerca ancora un pubblico solido, ma è uno stile ancora troppo poco personale. In quest’intervista (Greta Van Fleet Talk Classic Rock Influences, the Woman Behind the Band Name, More – YouTube), per esempio, il cantante Josh racconta il significato del singolo Black Smoke Rising, uno dei più famosi del gruppo: parla dell’insegnamento della storia e di come ognuno impara dai propri errori, dice. Flower Power è la prima ballad del gruppo, dal testo più studiato, forse la più sincera del doppio EP From the Fires. Ai versi «And now she walks kinda funny / I think she knows / Day by day by day / Our love grows / She’s a lantern in the night / She’s outta sight» il pezzo ci avvolge in un’atmosfera più blues che rilascia l’anima più personale dei Greta Van Fleet.

Nel 2018, con Anthem of the peaceful arm, si percepisce un forte cambiamento, non solo nella musica, ma anche nei testi. Più maturi e profondi, più vicini alle voci di un gruppo di ragazzi contemporaneo. In piena primavera 2021 si prevede l’uscita di un nuovo album intitolato The Battle at Garden’s Gate, di cui sono già uscite tre tracce che, in effetti, promettono di far conoscere sempre più a fondo il giovane gruppo: si intitolano Age of Machine, My way soon e per ultima Heat above.  

Teresa David

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