Puro rock and roll: quando Brian Johnson entrò negli AC/DC

Fotografia di Filippo Ilderico

Brian Johnson entrò negli AC/DC nel 1980, dopo la morte sconvolgente di Bon Scott. Una volta preso il testimone, il nuovo cantante dimostrò che uno dei momenti più accesi della storia della band e di tutto il rock and roll doveva ancora arrivare.

Una delle canzoni più famose della hard rock band australiana è You shook me all night long. Fa parte dell’album Back in Black, pubblicato ormai quarant’anni fa, primo lavoro del gruppo con il cantante Brian Johnson. Il disco riesce brillantemente a esorcizzare quello che è stato un durissimo colpo: l’accidentale morte per intossicazione da alcool di Bon Scott, il cantante che ha fatto la storia della band. 

Brian Johnson, cantante della band glam rock chiamata Geordie, viene scelto dai fratelli Young (i membri fondatori) per prendere il posto dell’amico e si dimostra all’altezza dell’anima feroce e libera della band. È così che Back in Black ha guadagnato il successo mondiale che merita, con oltre cinquanta milioni di dischi venduti – il più famoso dopo Thriller

You shook me all night long è solo uno dei brani di questo album così incisivo. Fu composto dai chitarristi della band, Angus e Malcolm Young, i quali scelsero il titolo per la base strumentale, mentre il testo è opera di Brian Johnson. Fu il suo primo compito nel gruppo: dopo un inizio difficile, il cantante riuscì infine a terminarlo grazie, a detta sua, alla strana sensazione di essere stato guidato dalla “presenza” dell’ex paroliere Bon Scott.

Gran parte dei testi degli AC/DC trattano esplicitamente di sesso, droga, alcol. Anche questa canzone è puro rock and roll e parla di passare un’intera notte con una donna instancabile. La sua infinita energia la rende paragonabile a una macchina,: è una «fast machine» [1] con «american thighs» che la rendono «one of a kind» e la «best damn woman» che abbia mai visto.

La trasparenza del testo non lascia spazio a possibili interpretazioni nascoste: versi come «She told me to come but I was already there», «Made a meal out of me and came back for more», ma anche «Had to cool me down / To take another round / Now I’m back in the ring to take another swing» hanno tutti un’accezione traslata, non lasciano dubbi su ciò di cui si parla. Colpiscono all’istante, seguendo così in parallelo i duri riff delle chitarre. Johnson continua a descrivere la donna e il suo forte carattere combattivo, cantando «Taking more than her share / Had me fighting for air», o «Working double time / On the seduction line» finché non arriva il ritornello:

‘Cause the walls start shaking
The earth was quaking
My mind was aching
And we were making it and you

Shook me all night long

Back in Black è una pietra miliare della storia del rock ed è per questo che canzoni come questa, per quanto famosa, suoneranno sempre nuove.

Teresa David


[1]: You shook me all night long, Back in Black, AC/DC, 1980.

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