L’isola che non c’è

Seconda stella a destra, e poi dritto fino al mattino. Questo è il cammino che viene indicato da Edoardo Bennato nel 1980, quando inserisce nell’album Sono solo canzonette un testo dedicato all’isola di Peter Pan.

Tra le canzoni più celebri del panorama della canzone italiana, L’isola che non c’è parla di un posto che non esiste, di un’isola che non può essere raggiunta se non da chi la immagina e la sogna. Quest’isola onirica e notevolmente migliore della realtà diventa un rifugio sicuro, una fuga in un luogo dove si può rimanere per sempre bambini.

Un paradiso pacifico che si raggiunge solo volando, un angolo di universo “dove non ci son santi né eroi”, dove tutti sono impegnati a vivere nella propria sindrome di Peter Pan, prendendosi gioco delle goffe intrusioni della ciurma di Capitan Uncino.

Ma dalle parole di Bennato trapela un sogno, forse un ideale: far sopravvivere il fanciullino di pascoliana memoria che vive dentro ogni essere umano. Un fanciullino che deve essere protetto dal dilagante cinismo della realtà e a cui bisogna volgersi in cerca di una via di fuga. Non importa quanto la cosa possa suonare assurda, illogica o irrazionale: forse si ha bisogno di tornare bambini ogni tanto, per tornare a guardare le cose con occhi innocenti.

Nel testo si intende come Bennato sia razionalmente convinto della non esistenza dell’isola delle fate e della polvere di stelle, ma che non per questo è disposto a rinunciarvi. In fondo sa che per scappare dalla realtà basta spiccare il volo, e la strada è facile, la si ricorda come fosse la strada di casa: “seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino”.

I veri pazzi però non sono quelli che cercano una via di fuga nelle pieghe della loro infanzia, bensì quelli che deridono la scelta di credere nell’isola che non c’è. Pazzi perché hanno rinunciato alla loro infanzia, perché durante la loro giovinezza erano troppo impegnati a diventare adulti, e perché adesso, ormai adulti, non trovano più la strada di casa, non riescono più a tornare da Peter: per loro è solo un’isola che non c’è.

Giordano Coccia

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *