On the boulevard of broken dreams

Un personaggio che cammina da solo in mezzo alle strade deserte, la notte che inghiotte tutti i pensieri mentre il resto della città dorme: questo racconta la canzone Boulevard of broken dreams della rock band americana Green Day. Inserito nell’album American Idiot, il brano esce per la prima volta nel 2004.

Già nella primissima strofa della canzone, una di quelle destinata a riscuotere più successo fra quelle composte dalla band, si comprende chiaramente lo stato d’animo che vuole trasmettere. La ripetizione quasi ossessiva di alone e lonely rimanda ad una scena ben precisa: una scena di profonda solitudine, ampliata dal paesaggio notturno della città che dorme. Il cantante sembra essere l’unico a dover fare i conti con la propria solitudine, l’unico in mezzo a tutta una città che dorme serenamente.

L’unico rumore a dominare la scena è il battito del cuore, che ricorda quello Rivelatore di Edgar Allan Poe, un cuore che è sintomo di tutti i mali, quasi il concentrato di tutto ciò che di brutto è successo e si vorrebbe dimenticare. Centro pulsante di tutti i sogni puerili che si lasciano per strada errando senza meta, di notte, da soli.

Camminare la notte, per le strade deserte, riordinare i pensieri e pensare a tutti i broken dreams che abbiamo lasciato per strada: una scena in cui è fin troppo facile immedesimarsi e che forse ha decretato l’immediato successo del singolo.

L’unica compagnia di questo vagabondare senza meta è la propria ombra, che segue fedele le luci dei lampioni, e forse ricorda che ancora si è vivi quando sembra di essere immersi nell’impenetrabile bolla dei propri pensieri. Una luce si vede in fondo al tunnel, un desiderio da non dire ad alta voce per paura che svanisca, una speranza: la speranza che qualcuno arrivi a salvare il viandante.

Un angelo custode, dalle più varie forme, che sconfigga definitivamente una solitudine esistenziale. E allora, nelle strofe della canzone, si può leggere in filigrana un enorme bisogno di amore, di amare e di essere amati, per non doversi più trovare a girovagare senza meta di notte pensando a quello che va storto nella vita di tutti i giorni e a tutti i sogni che sono caduti davanti agli occhi come castelli di carte.

Giordano Coccia

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