Natura e progresso: strada a senso unico o diramazione?

Asher Durand, pittore collegato alla River Hudson School of Painting americana, nell’Ottocento vedeva una possibile convivenza di natura e progresso, filoni indagati rispettivamente da Peter Rostovsky e Fortunato Depero nei due secoli successivi.

Asher Durand, paesaggista dell’Ottocento, si ispira alla realtà naturale americana, la wilderness – punto fermo di originalità su cui si elabora l’emancipazione dell’arte e della letteratura del Nuovo Mondo rispetto alla tradizione europea. Nelle opere della Hudson River School, di cui l’artista fa parte, la tematica naturale è costantemente presente: la rappresentazione del paesaggio si discosta però dai modi pittorici del vecchio continente per la concezione che gli americani hanno dell’ambiente del loro Paese. Dal Seicento, epoca delle prime spedizioni e della prima letteratura americana, la natura è vista come fonte di pericoli: è l’immagine di un ambiente aspro e selvaggio quella esperita dalle prime generazioni di cittadini americani, una natura che nel corso dell’Ottocento viene via via sempre più “domata” dal progresso.

Asher Durand rappresenta entrambi gli aspetti del suo tempo: da un lato la natura selvaggia, la wilderness e dall’altra il progresso . In alcune opere dell’artista, come ad esempio in Progress (The Advance of Civilization), vi è una compenetrazione dei due elementi che, nel pensiero estetico romantico della Hudson River School, riescono a convivere. L’opera mostra, infatti, una cittadina che si espande nel paesaggio natura circostante mediante i percorsi disegnati da, strade, ferrovie, pali del telegrafo. Il punto di vista adottato è quello di un gruppo di indiani che osserva dall’alto la scena in un atteggiamento di allegria e meraviglia.

Il sentimento di meraviglia suscitato dal paesaggio naturale e proveniente direttamente dal Romanticismo viene riproposto da Peter Rostovsky, artista russo, esponente della corrente del Superrealismo, sperimentazione della Neoavanguardia che, partendo da una rappresentazione fotografica, la rielabora e arricchisce secondo la sensibilità e le intenzioni dell’artista.

Nel 2001 l’artista propone Epiphany Model 2, interpretazione superrealista del Viandante sul mare di nebbia del pittore romantico Caspar David Friedrich. La rielaborazione dell’opera di Friedrich tende a ricostruire un’idea di sublime che mostra lo sgomento e la meraviglia universali e senza tempo dell’uomo di fronte alla natura: su una tavola pittorica circolare è rappresentato un cielo nuvoloso al tramonto e su di esso si staglia la statuetta di un uomo di spalle, collocata nello spazio antistante la tela in modo da porsi esattamente al suo centro. L’opera cerca di rievocare il concetto di sublime attraverso l’osservazione della natura, che attraverso la sua armonia può, secondo Durand, elevare l’uomo, iniziarlo a una nuova vita se apre gli occhi alla percezione del mondo esterno. [1]

Se Rostovsky si pone sulla strada del primo aspetto della rappresentazione di Durand, mostrando l’effetto della natura sull’osservatore, è un futurista trentino, Fortunato Depero, a illuminare con luci elettriche l’altra via: lo stato d’animo di un osservatore che ammiri il dinamico paesaggio urbano di New York. Con la sua opera Grattacieli e Tunnel Depero sembra riprendere il visionarismo metropolitano del primo Futurismo. Tuttavia l’immagine di New York data da Depero è più tormentata di quanto possa sembrare. L’osservatore esperisce infatti uno “stato d’animo che sembra però non contenere solo ammirazione ma, al tempo stesso, anche una sorta di angoscia, di paura e di condanna nei confronti di quella incontrollabile realtà, ormai ridotta a puro scenario teatrale, che risalta ancora di più nel confronto con la semplicità dei luoghi delle tranquille e amate contrade del Trentino.” [2]

Un sentimento di contrasto, dunque, piuttosto che di convivenza, tra ambiente e progresso, un’angoscia verso il paesaggio urbano-industriale che coglie tuttora l’osservatore e che porta a riflettere sulla possibile convivenza dei due elementi vista da Durand e sulla possibilità di congiungerli in un immaginario pacificato nell’epoca contemporanea.

Elena Sofia Ricci


[1] “Letters on Landscape Painting. Letter 1”, The Crayon, 1855
[2] https://loretogalleriadarte.jimdo.com/home-page/movimenti-artistici/movimento-spazialismo-suprematismo-superrealismo-surrealismo/

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