La Bella e la Bestia: un amore che trasforma

Fotografia di Filippo Ilderico

La prima edizione della celebre fiaba risale al 1740, all’interno della raccolta Le jeune américaine, et les contes marins a cura di Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve. Il racconto dipinge la controversa storia d’amore tra una giovane e buona donna e una bestia feroce.

Le origini della favola risultano ad oggi ancora soggette a dubbi, in quanto ancora oggi l’opinione critica si divide. Difatti da una parte si presuppone il testo possa essere un’altra versione che trae ispirazione dalla favola Amore e Psiche; dall’altra si definisce come padre originale della narrazione lo scrittore Giovanni Francesco Straparola. Recentemente alcune indiscrezioni hanno legato l’origine del racconto al personaggio storico Pedro Gonzalez, affetto da ipertricosi, al quale Caterina de’ Medici avrebbe personalmente trovato la donna da dare in sposa.

Al di là delle radici che costituiscono la nascita del pezzo letterario, si tratta di un’immortale novella che attraverso atmosfere magiche e romantiche descrive la possibilità di una mutazione caratteriale e fisica che nasce dal vero amore.

Le fattezze corporali della Bestia, un tempo principe dalla straordinaria bellezza, corrono di pari passo con il suo carattere feroce e malvagio; tuttavia la dolcezza di Belle capace di guardare oltre l’aspetto carnale porterà la creatura a riabbracciare nuovamente la sua reale natura fino a ritornare finalmente umano.

La metamorfosi si sviluppa tuttavia all’interno di entrambi i protagonisti, in quanto le iniziali tensioni si trasformano lentamente in un’intesa capace di far sbocciare le rose dell’amore.

La prigionia di Belle si muta improvvisamente nella favola che si colora contemporaneamente di passione, empatia e crescita emotiva; sarà difatti la ragazza semplice e delicata ad insegnare alla Bestia cosa significhi essere realmente umani, divenendo lei stessa sempre più donna.

Pertanto la trasmutazione avviene su due piani: interiore ed esteriore. Non è infatti solo la bellezza riacquisita a rappresentare un salto di qualità, bensì la capacità del personaggio di fare luce sulla propria persona e di riconoscersi come tale. Ricevere il calore di un amore sincero che trascende le barriere iniziali è lo slancio necessario alla Bestia affinché possa abbandonare la propria crisalide e divenire finalmente farfalla.

Il sentimento puro è la chiave di accesso ad una nuova entità d’anima, la possibilità di rivivere – e forse rinascere – lasciandosi alle spalle i tormenti passati e respirando un’aria di vita nuova.

Manuela Spinelli

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