Wide Sargasso Sea: come il matrimonio ha spezzato le radici

Romanzo postcoloniale del 1966, Wide Sargasso Sea rappresenta il prequel del famosissimo romanzo Jane Eyre, firmato nel 1847 da Charlotte Brönte. Autrice della nuova opera letteraria è la britannica Jean Rhys, pseudonimo di Ella Gwendolen Rees Williams, la quale riprende dal pre-esistente novel il personaggio di nicchia, Bertha, la prima moglie del co-protagonista Rochester.

Scopo principale dell’opera è dare voce alla cultura coloniale, ritagliando uno spazio non indifferente alla pazza ex-consorte nascosta nell’attico cercando di analizzare il contesto che ha portato Bertha alla follia.

Di origini giamaicane, Antoniette – questo il vero nome di Bertha – vive le conseguenze dello Slavery Abolition Act, ritrovandosi impoverita insieme alla madre Annette. Quest’ultima, per scongiurare la rovina economica, decide di sposare l’abbiente inglese Mr. Mason ricavandone come conseguenza la rabbia del proprio popolo, insofferente di fronte alla prosperità dei vecchi oppressori. Incendiata la casa di Mr. Mason da parte dei ribelli, Annette cade nel più totale sconforto toccando la follia: da questo momento in poi la sua situazione mentale provocherà un netto distacco dalla figlia, abbandonata al proprio destino.

Seguendo la voce narrante alternata tra Antoniette e suo marito, il lettore viene a conoscenza delle nozze celebrate tra la protagonista e Rochester.

Tuttavia,la trama ruota proprio intorno al rapporto tra le origini di Antoniette e la cultura del suo sposo, il quale non riesce a trovare né spiegazione, né ragione delle fattezze fisiche e caratteriali di Antoniette. Sembrerebbe infatti che la cultura cui appartiene la moglie, fortemente radicata nella sua identità giamaicana e legata alla tata Christophine, fanatica dei rituali, risulti eccessivamente estranea ai concetti abbracciati dall’uomo inglese.

Insofferente a un avvicinamento, Rochester dimostra oltretutto un certo disgusto nei confronti della propria sposa: la stessa struttura fisica, a partire dai lineamenti del volto così diversi rispetto a quelli anglosassoni, frena fortemente il marito, incapace di avvicinarsi alla sposa dal punto di vista sia comunicativo sia sessuale.

Inoltre la vergogna per le origini cui Antoniette appartiene porta Rochester a schiacciare pesantemente l’identità della donna, strappandola alle proprie conoscenze e riducendola ad una mera ombra.

La diversità culturale alla quale Antoniette cerca di rimediare, nel disperato tentativo di omologare le proprie radici a quelle del marito, innalza una barriera ancora più alta tra i due. La distanza provocata raggiunge il suo climax nel momento stesso in cui Rochester intrattiene una relazione sessuale con la propria amante, sbandierando senza remore alla moglie questo suo rapporto clandestino.

Sull’orlo della disperazione Antoniette prega Christophine di realizzare una pozione d’amore, affinché il marito possa tornare tra le sua braccia. Tuttavia la pozione si rivela essere un veleno, che provoca un incidente per il quale Rochester si trasferirà con la moglie in Inghilterra, allontanandola definitivamente dalla sua amata tata. Ancora una volta lo sposo spezza le radici.

In Gran Bretagna Antoniette subisce l’ennesima umiliazione, costretta a cambiare il proprio nome in Bertha e confinata nell’attico, da lei rinominato “Grande Casa”.

Lentamente e inesorabilmente, Antoniette, ora Bertha, dimentica la propria identità e si unisce completamente alla pazzia, la stessa che la porterà ad appiccare il noto incendio nella casa dell’ex marito.

Manuela Spinelli

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